5 modi di pensare irrazionali di cui fare a meno e come batterli

Se vogliamo comprendere come funziona la nostra mente, dobbiamo prestare attenzione non soltanto a cosa pensiamo ma anche a come pensiamo.

3 MAR 2020 · Tempo di lettura: min.
5 modi di pensare irrazionali di cui fare a meno e come batterli

5 modi di pensare irrazionali di cui potremmo fare a meno e come batterli

Se vogliamo comprendere come funziona la nostra mente, dobbiamo prestare attenzione non soltanto a cosa pensiamo ma anche a come pensiamo.

In questa sede ci occuperemo di illustrare ben 5 pattern di pensiero disfunzionali e come provare a modificarli. Se ci addentrassimo nella nostra mente come se fossimo degli osservatori di essa, che tipo di pensieri saremmo in grado di individuare ottimisti e positivi o negativi e pessimisti ?

ll contenuto dei nostri pensieri è strettamente collegato al modo in cui pensiamo. Di fatto, la presenza significativa di "distorsioni cognitive" gioca un ruolo importante nello sviluppo di disturbi psicopatologici come ansia e depressione. Questi "errori di pensiero" possono guidarci verso un'immagine negativa di noi stessi, la perdita di interesse nelle interazioni sociali e nel perseguire obiettivi.

Di seguito verranno elencate ben 5 distorsioni cognitive o pattern di pensiero disfunzionali che possono presentarsi contemporaneamente nel nostro modo di pensare o sovrapporsi. Ognuno di noi, leggendo la lista, può selezionare la distorsione che meglio descrive il proprio modo di pensare. Se ne troviamo più di una, lavoriamo su una alla volta.

Si tratta di un lavoro che richiede impegno ed è importante seguire determinati passaggi:

  • essere consapevoli della distorsione cognitiva;
  • imparare a riconoscere quando la stiamo mettendo in atto;
  • sostituire quella distorsione con un nuovo pattern di pensiero funzionale.

Una volta che riduciamo le distorsioni, siamo in grado di sviluppare una maggiore flessibilità mentale emotiva e cognitiva, acquisendo una migliore capacità di ristrutturarci in risposta ad eventi stressanti.

1. Pensare in termini di tutto o niente

Di cosa parliamo: quando ci rappresentiamo aspetti della realtà in termini categoriali e dicotomici, riducendo la loro complessità a delle mere semplificazioni, pensiamo in termini di tutto o niente. Ad esempio bello/brutto interessante/noioso, il migliore/ il peggiore.

La verità è che dimentichiamo che le nostre vite sono fatte di sfumature di grigio.

Come metterla in discussione: cominciamo col notare le volte in cui cadiamo in questo modo di pensare per esempio " Devo essere la migliore al concorso o dimostrerò di essere una perdente." Proviamo a "sfidare" la distorsione, inserendo un'altra opzione all'interno della frase "Posso impegnarmi dimostrando a me stessa che ci ho provato." Possiamo aggiungere altre opzioni " La preparazione mi servirà ad arricchire la mia formazione e ad allenarmi per successive possibilità. Attraverso questo esercizio, saremo in grado di "rompere" il pattern di pensiero disfunzionale.

2. Generalizzare

Di cosa parliamo: se siamo soliti estrapolare regole generali nell'interpretazione di eventi specifici estendendole ad altre situazioni non necessariamente collegate, significa che tendiamo a generalizzare. Si tratta di regole a carattere negativo piuttosto che positivo. Ad esempio, dopo un appuntamento con una persona, non veniamo richiamati e ci imbattiamo nella conclusione: "Non piaccio a nessuno. Morirò solo. "

Come metterla in discussione: ogni volta che interpretiamo un evento sulla base di un'esperienza precedente dobbiamo dire a noi stessi: "il fatto che in questa situazione sia andata così, non vuol dire che in quest'altra situazione andrà allo stesso modo."

3. Squalificare il positivo

Di cosa parliamo:quando invalidiamo delle frasi positive sostenendo la tesi che non contano per una ragione o per un'altra, stiamo squalificando il lato positivo. Per esempio, Giorgio fa i complimenti per come Giulia è stata brava su quel progetto a lavoro e lei replica con: "Non è vero, come al solito si tende ad esagerare, è stata fortuna!".

Come metterla in discussione: ogni volta che invalidiamo il lato positivo, stiamo rinforzando le nostre credenze negative circa noi stessi e il mondo. Se abbiamo difficoltà ad accettare i complimenti, possiamo cominciare con il dire semplicemente "Grazie" o "Lo apprezzo". Dopodiché, possiamo provare a prenderci del tempo e immaginare come sarebbe la nostra vita se immaginassimo che quelle parole fossero vere.

4. Personalizzazione o eccessiva responsabilizzazione

Di cosa parliamo: se tendiamo a ritenerci responsabili o la causa di eventi a carattere negativo anche dove non c'entriamo praticamente nulla o solo parzialmente, usiamo il pattern della responsabilizzazione eccessiva. Autocolpevolizzarsi può avere un impatto negativo importante nella nostra vita. Supponiamo di stare organizzando una festa a sorpresa di compleanno per il nostro/a partner che finisce per essere un flop perchè si presentano pochi amici e questo diventa motivo per assumere: "È colpa mia, non so organizzare feste!".

Come metterla in discussione: ritenersi spesso causa di eventi negativi può essere la risposta al bisogno personale di essere viste/i come responsabili ed efficienti, ma questo implica creare una forte pressione su se stessi inutile e non necessaria nella nostra vita. Quando, in situazioni tendiamo rapidamente ad attribuirci la colpa per cose fuori dal nostro controllo, proviamo a valutare in che modo potremmo aver contribuito al problema. Potremmo iniziare a valutare una serie di variabili che sono entrate in gioco nell'aver creato quella situazione, attribuendo ad ognuna di loro il peso che hanno giocato nella vicenda. Via via che troviamo le possibili variabili, ci accorgiamo quanto abbiamo poco a che fare con quello che è successo.

5. Frasi che iniziano con "Dovrei".

Di cosa parliamo: se il nostro dialogo interiore è spesso imbevuto di frasi che iniziano con "Dovrei", "Devo" o "Avrei dovuto", allora usiamo il pattern di pensiero della doverizzazione. La presenza continua di queste parole può determinare sentimenti di frustrazione e rabbia. "Se non porto a termine questo progetto entro il weekend, sono un fallimento e per questo devo farlo a tutti i costi." "In questo momento dovrei privarmi di questo dolce, altrimenti ingrasso."

Come metterla in discussione: la presenza eccessiva di "dovrei" e "devo" nei nostri pensieri ci lascia poco margine di scelta e di conseguenza ci fa cadere in un circolo di aspettative alte rispetto a noi stessi e questo aumenta la pressione, lanciandoci nell'inevitabile loop della svalutazione di se stessi quando quelle aspettative non vengono soddisfatte. Quello che dobbiamo fare è estendere il nostro campo di possibilità e possiamo farlo cominciando a sostituire le parole "devo" e "dovrei " con "scelgo", "voglio", "ho deciso che".

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Scritto da

Dott.ssa Maria Teresa Caputo

La dott.ssa è Psicologa e Psicoterapeuta ad indirizzo Cognitivo-Comportamentale, iscritta all'ordine degli Psicologi della Regione Campania. Svolge la professione privatamente occupandosi di disturbi d’ansia, depressione, disturbo ossessivo compulsivo, lutto nell’ età evolutiva e nell’età adulta.

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Commenti 3
  • Cristina Andreasi

    Articolo molto utile per imparare a migliorare il nostro modo di pensare. Io personalmente sono molto negativa. Ci consiglia qualche buon libro? Grazie Cristina

  • Marti

    Interessante e molto efficace!

  • Anonimo

    Questo articolo è molto interessante e utile, grazie! Potreste suggerire delle letture o degli autori che trattano dei pattern di pensiero negativi e come modificarli?

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