Dovremmo cambiare per amore?

Due persone che già hanno una vita scandita da abitudini si riuniscono sotto lo stesso tetto provocando necessariamente il "venirsi incontro" su vari aspetti. Ma quindi quanto è corretta la frase: "io sono fatto così?"

14 MAR 2024 · Tempo di lettura: min.
Dovremmo cambiare per amore?

Spesso mi sento dire: "io non cambio per nessuno, se vuole mi accetta così, altrimenti non mi ama". Ma è davvero corretto non cambiare per nessuno? È corretto volere che qualcuno possa apprezzare completamente ed esattamente come siamo?

Dovremmo cambiare per amore?

A mio parere è impossibile non avere difetti. È insito nella natura umana avere pregi e difetti, ed allo stesso tempo apprezzare aspetti del carattere degli altri ma anche detestarli. non esiste il "amo i tuoi difetti", se li amate non sono difetti, i difetti sono ciò che ci caratterizzano ma anche ciò che "sbagliamo" e non sopportarli è corretto ed umano. Ma allora chi ha ragione tra chi dice che bisogna cambiare per far felice l'altro con il famoso "venirsi incontro" e chi afferma "io sono così, o mi accetti così o te ne vai?"

Sono dell'opinione che la verità stia sempre nel mezzo. Una sana accettazione dei difetti dell'altro è indispensabile alla sopravvivenza della coppia ma un equilibrato gioco di dare ed avere è necessario.

La coppia, come la convivenza ed il matrimonio, sono per antonomasia l'unione di due persone (ovviamente per le coppie monogame) che hanno due vite diverse, cresciuti in famiglie diverse, con usanze ed abitudini diverse e soprattutto abituate allo "stare e vivere da soli". Questo aspetto aumenta esponenzialmente ed in modo proporzionale in funzione del tempo passato da single.

Perché accade? Semplicemente perché l'essere umano ha come caratteristica essenziale per la sopravvivenza la resilienza, ovvero la capacità di adattarsi al cambiamento. Questo comporta l'abituarsi allo stato di solitudine, visto come spazio personale, proprio, dedicato a se stesso ed alla visione dello spazio domestico come estremamente personale, con un proprio ordine.

Si pensi a dovere unire sotto lo stesso tetto due persone che hanno esattamente le caratteristiche sopra indicate, due mondi diversi, con tempi e ritmi diversi, le difficoltà non sono poche. Si tratta di cambiare radicalmente la visione della propria routine, dei propri spazi di vita, delle proprie abitudini, uscendo dalla visione che si aveva in precedenza di se stessi per crearne una completamente nuova.

Dovremmo cambiare per amore?

Seduta a tavola, mi sono trovata a pensare al Natale; il pranzo di Natale a cui eravamo abituati a partecipare in tranquillità, era un obbligo silenzioso, normale routine, non sei fidanzato? A pranzo dalla nonna! e se fossi fidanzato o se addirittura convivessi? Ecco, questa situazione ci pone davanti ad una scelta: "dai parenti suoi o dai parenti miei?" eppure entrambi si era abituati a passare il pranzo di Natale a casa propria con i propri cari. Chi è che deve valutare allora chi è meglio dell'altro? Chi merita il pranzo e chi la cena?

Se ci si arroccasse al "io sono fatto così o mi vuoi così o te ne vai" il pranzo si farebbe sempre e solo a casa di uno dei due, frustrante e logorante per la coppia. Peggio ancora se si decidesse di passare le feste divisi per mantenere le abitudini legate alla famiglia di origine.

Tralasciando la necessità del distacco dalla famiglia di origine, evento necessario per il passaggio alle tappe evolutive successive non solo in riferimento alla creazione della ipotetica coppia, ma anche in vista di uno sviluppo personale su fronti plurimi, il quale diamo per appurato sia avvenuto in fasi precedenti alla formazione della coppia; si devono valutare le dinamiche interne e le strategie definite di problem solving, gergo tecnico per definire quei meccanismi di risoluzione dei problemi, adottate dalla coppia per affrontare momenti di crisi, piccole liti, piccole divergenze di opinioni. Proprio queste andranno a strutturarsi e consolidarsi durante le prime fasi della creazione della coppia, e sono proprio tali strategie che saranno la colonna portante della relazione.

Entrando ancor di più nel dettaglio, in una coppia la strategia migliore è quella del dialogo e dell'ascolto. Comunicare ed imparare a comunicare è una delle fonti principali di una sana e duratura vita di coppia. Da quanto sopra la famosa frase "sono fatto così" indica una chiusura sul fronte comunicazione, ma una sana consapevolezza di sè aiuta a stabilire dinamiche sane e positive.

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Scritto da

Dott.ssa Patrizi Chiara

Bibliografia

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