Rapporto difficile e inesistente con i miei genitori: insulti e ricatti

Inviata da saretta · 8 ago 2024 Terapia familiare

Salve, sono una ragazza di 21 anni e ho sempre avuto un rapporto non buono con i miei genitori. Diciamo che poi da quando ho iniziato l'università la cosa è peggiorata, perché, nonostante mi sia sempre piaciuto studiare e avessi buoni risultati, i miei genitori non erano molto felici di mandarmi all'università. Volevano infatti che andassi a lavorare per loro (hanno due attività e lavorano anche nei weekend e festivi).
E che questo fosse il mio "destino" secondo loro, mi è stato detto fin da quando ero solo una bambina.
Ora sto per laurearmi, avrei voluto continuare i miei studi, ma ovviamente loro mi hanno detto che non mi avrebbero sostenuta economicamente, e difatti mi hanno impedito di continuare a studiare, almeno finché non riuscirò ad avere un'indipendenza economica, cosa che sogno, visto che il nostro "rapporto" si basa sul ricatto economico: infatti, ogni volta che ho un momento libero (ma anche quando in realtà dovrei studiare, cosa considerata da loro inutile), devo lavorare per loro... Senza però essere pagata, perché "tanto ti paghiamo l'università". E quindi passo weekend e estati intere a lavorare gratis. Salvo poi avere bisogno di soldi per cose essenziali, doverli chiedere, e sentirmi dire che "non faccio mai niente".
Quando mi permetto di chiedere di andare in vacanza qualche giorno con delle amiche, è la fine del mondo: l'ultima volta che l'ho fatto mia mamma ha urlato le peggio cose, rinfacciandomi di tutto. Quando in realtà una vacanza me la sarei tranquillamente potuta permettere se solo loro mi avessero pagato in questi ultimi 4 anni in cui ho lavorato.
Poi ultimamente mia mamma ha iniziato anche ad insultarmi pesantemente per sciocchezze ("cretina", "brutta svergognata", sono solo alcuni esempi) e quando cerco un confronto a riguardo, lei non ne vuole sapere di capire di aver esagerato con gli insulti, e anzi rincara la dose insistendo di avere ragione nel dirmi certe cattiverie. Ormai è una costante ricerca al più stupido pretesto per insultarmi.
Sinceramente non ce la faccio più a vivere in una situazione del genere. Mi sento in gabbia.
Vorrei trovare un lavoro e non tornare più a casa da loro, ma so già che se andassi a lavorare da un'altra parte (e quindi non per loro), ciò li farebbe innervosire ancora di più e probabilmente finirebbero per disconoscermi come figlia.
Inoltre qualche giorno fa ho accennato a quest'intenzione a mia madre, la quale mi ha letteralmente derisa dicendo che tanto non riuscirei mai a diventare indipendente economicamente da loro.
Fino a qualche anno fa avevo anche delle ambizioni dopo l'università, ma tutta questa situazione mi ha fatto perdere qualsiasi ambizione e ora mi sento veramente persa, non so se studiare abbia più senso visto che questi 3 anni sono stati resi un inferno dai miei genitori, nonostante studiare mi continui a piacere.
Quando vedo i miei amici laurearsi e i loro genitori con loro che li sostengono, provo un po' di invidia perché so che io non ho e non avrò mai il supporto dei miei genitori.
Vorrei cercare un confronto con loro, fargli capire quanto questa situazione mi stressi e mi faccia stare male, quanto mi abbia fatto perdere ogni ambizione... ma non saprei come parlargliene, e se potrebbe avere senso visto che parlare con loro è come parlare con un muro.

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Miglior risposta 30 AGO 2024

Gentile Saretta,
è spiacevole e doloroso non avere il sostegno dei genitori nella realizzazone dei propri desideri.
In pratica lei è arrivata alla laurea triennale mantenuta dai suoi genitori in una situazione di compromesso per il quale ha lavorato finora gratuitamente nell'azienda di famiglia in estate e nei week-end.
Io le consiglierei di provare a proporre garbatamente di rinnovare questo accordo per il biennio magistrale e completare gli studi.
Se però i suoi genitoi dovessero essere irremovibili sarà preferibile cercare lavoro altrove lottando per la sua indipendenza e chiedere contemporaneamente anche un parere legale per conoscere meglio cosa prevede il diritto di famiglia riguardo al mantenimento di un figlio studente che vuole completare il suo percorso di studi.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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15 SET 2024

Buongiorno, mi dispiace, innanzitutto, per la situazione sicuramente non facile che sta vivendo.
Detto questo, comprendo l’invidia e la sofferenza legata al vedere i rapporti tra amici e rispettivi genitori, tuttavia, a volte, l’unico strumento veramente utile può essere rassegnarsi all’assenza di modifiche nell’altro (in questo caso, parliamo dei suoi genitori).
Importante sempre ricordare come “il potere è nelle nostre mani”, facendo riferimento al principio di impotenza che abbiamo tutti noi, rispetto alla possibilità di modificare l’altro. L’unico strumento in nostro possesso, al contrario, è la possibilità di cambiare noi stessi. Nel suo caso, un percorso di psicoterapia breve integrata le potrebbe essere di aiuto nello sviluppo di una piena, personale, emancipazione.
Quest’ultima si concretizza in un maggiore contatto coi propri bisogni e desideri, ma al tempo stesso anche una maggiore consapevolezza di quelle che sono le risorse personali, elemento imprescindibile ad una piena individualizzazione. Il rischio, nella direzione contraria, è che lei si lasci influenzare negativamente, dunque in senso privativo delle proprie ambizioni e desideri, da parte delle figure che la circondano.

Sperando di esserle stata d’aiuto,

Dott.ssa Elisa Folliero

Dott.ssa Elisa Folliero Psicologo a Spino d'Adda

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19 AGO 2024

Buongiorno,
Probabilmente i suoi genitori sono molto diversi da lei. Ha bisogno di essere indipendente economicamente e continuare la sua vita.

Dott.ssa Alice Noseda Psicologo a Lecco

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15 AGO 2024

La situazione che descrivi è davvero difficile e capisco quanto ti possa sentire intrappolata. È molto doloroso quando chi dovrebbe sostenerti, come i genitori, diventa invece una fonte di stress e frustrazione.
Prima di tutto, è importante che tu riconosca che i tuoi sentimenti sono validi. È naturale sentirsi frustrata e amareggiata in una situazione in cui il tuo impegno e il tuo valore non vengono riconosciuti, anzi, vengono minimizzati e sminuiti. Il fatto che tu abbia mantenuto la motivazione per studiare e raggiungere i tuoi obiettivi, nonostante tutto, è già un segno della tua forza e determinazione.
Capisco che il desiderio di diventare indipendente economicamente sia forte. Potresti considerare di cercare un lavoro part-time che ti permetta di guadagnare un po' di denaro senza dover dipendere dai tuoi genitori. Anche un piccolo passo verso l'indipendenza potrebbe farti sentire meglio e darti più controllo sulla tua vita.
Parlare con i tuoi genitori potrebbe essere difficile, soprattutto se hai già sperimentato la loro resistenza al confronto. Tuttavia, se senti che è necessario esprimere il tuo disagio, potresti provare ad affrontare la conversazione in un momento in cui sono più calmi e disponibili ad ascoltare. Potresti anche considerare di scrivere una lettera, in modo da poter esprimere i tuoi pensieri senza interruzioni. Anche se il risultato potrebbe non essere quello sperato, ti permetterà di mettere in chiaro i tuoi sentimenti.
Parlare con amici fidati, un consulente universitario o un terapeuta potrebbe aiutarti a gestire lo stress e trovare soluzioni pratiche. A volte, avere un supporto esterno può fare la differenza, soprattutto quando ci si sente soli e incompresi a casa.
Anche se al momento le tue ambizioni sembrano offuscate dalla situazione attuale, non perdere di vista i tuoi obiettivi a lungo termine. Il fatto che ti piaccia studiare è un segnale che hai una passione per l'apprendimento e potresti trovare modi per continuare il tuo percorso, magari cercando borse di studio o lavori che ti permettano di proseguire gli studi.
Gli insulti e le critiche costanti possono avere un impatto devastante sulla tua autostima. Ricorda che le parole dei tuoi genitori non definiscono il tuo valore. Circondati di persone che ti apprezzano per chi sei e cerca di costruire una rete di supporto positiva.
Se la situazione diventa insostenibile, potresti considerare di allontanarti temporaneamente per valutare cosa è meglio per te. A volte, prendere un po' di distanza fisica e mentale può aiutarti a vedere le cose con maggiore chiarezza.
In conclusione, la tua situazione è complessa e richiede molta forza per affrontarla, ma cerca di non perdere di vista i tuoi sogni e obiettivi. Anche se sembra difficile, ci sono strade che puoi percorrere per raggiungere l'indipendenza e la serenità che meriti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Pinella Chionna

Dott.ssa Pinella Chionna Psicologo a Mesagne

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12 AGO 2024

Salve Sara.
Il rapporto con i genitori può essere molto complesso da gestire quando si tratta di "doversi staccare".
Ci possono essere tante dinamiche coinvolte nel rifiuto della sua famiglia ad una sua indipendenza sia economica che, mi viene da dire, emotiva.
Infatti spesso ci dimentichiamo che i genitori soffrono nel vederci andare via di casa e non lo accettano, a volte comportandosi in maniere per noi assurde.
La sua situazione è sicuramente poco piacevole, ma alla sua età ha l'opportunità di poter ancora pensare e fare molte cose riguardo il suo futuro.
Non si preoccupi di renderli ancora più nervosi, provi invece a prendere una dura posizione circa il suo futuro.
Mostrandosi forte circa le sue ambizioni e interessi e mostrando attivamente la sua ricerca di un lavoro e di una situazione di autonomia generale, potrebbe consentire alla sua famiglia di cambiare idea e far capire loro che lei può farcela.
Non avere il supporto della famiglia può essere devastante, ma contemporaneamente la molla che fa scattare il salto di qualità.
Cordialità.

Dott.ssa Letizia Lo Cascio Psicologo a Milano

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12 AGO 2024

Gentile Saretta,
la sua storia è davvero rara. Se i suoi stanno abusando del potere genitoriale forse può guadagnare un po' di potere nella relazione (specie con sua madre). Intanto perchè la legge la tutela: se non volesse lavorare per i suoi loro dovrebbero comunque adeguatamente mantenerla. E poi perchè essere forzata ad essere "la brava figlia" possono provare ad estorcerglielo togliendo i soldi, ma forse lei può diventare fredda e togliere la parola. Forse questo aiuterà a difendere il suo diritto all'autonomia ed all'autodeterminazione.
In bocca al lupo!
Un caro saluto
Dott. David Maddalon

Dott. David Maddalon Psicologo a Treviso

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12 AGO 2024

Buonasera Saretta confesso che il tuo racconto mi ha molto colpito, avere una figlia che ama studiare e che si impegna negli studi è il sogno di tutti i genitori, mentre i tuoi evidentemente hanno altre aspettative che riguardano solo il loro lavoro. Ma trovo che non riconoscere il TUO di lavoro e farlo passare solo come risarcimento per gli studi che hai fatto, mi pare molto meschino. Ma non siamo qui per giudicare i tuoi genitori e le loro motivazioni ma per trovare soluzioni per te che ti permettano di uscire da questa situazione che ti sta spegnendo. Mi pare che l'unica cosa da fare sia uscire da quel sistema per cercare un lavoro altrove. Capisco il tuo timore di esser disconosciuta come figlia, ma restare ed essere "derisa", insultata o sfruttata non mi pare si a meglio. In questo momento tu devi salvaguardare il tuo benessere e la tua salute psicologica e fisica. Devi occuparti di te e del tuo benessere. I tuoi genitori forse rifletteranno e torneranno sui loro passi oppure no, ma tu non puoi subordinare la tua vita al loro volere e a un modus vivendi che non condividi. Sarà difficile trovare un lavoro? Forse, ma provaci cerca tutte le strade e soprattutto non abbandonare l'idea degli studi. informati per ogni possibile agevolazione. Non mollare. Ti direi di cercare anche un aiuto psicologico che ti porti a ricostruire il tuo senso di autostima, ma immagino che in questo momento tu non abbia grandi disponibilità finanziarie. Prova a chiedere aiuto in un consultorio o in un centro donna. So che mettono a disposizione consulti gratuiti. M a sono certa che anche solo fare prendere una decisione e fare il primo passo di cercare un lavoro ti darà una forte motivazione. In bocca al lupo per tutto e un caro saluto
Dott.ssa Marzia Mazzavillani

Dott.ssa Marzia Mazzavillani Psicologo a Forlì

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12 AGO 2024

Buongiorno cara
Mi spiace molto della situazione in cui ti trovi.
Ti consiglio di trovarti subito un lavoro, e così di poter continuare a studiare e a vivere.
Dottoressa Patrizia Carboni
Psicologa Psicoterapeuta
Roma

Dott.ssa Patrizia Carboni Psicologo a Roma

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12 AGO 2024

Salve, consiglio un percorso personale per capire cosa può cambiare della sua vita e cosa è da accettare, come genitore di se stessa . Sono disponibile, un grande abbraccio!

Dott.ssa Maria Vittoria Ardosigli Psicologo a Palermo

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12 AGO 2024

Sara buongiorno, sono dispiaciuta per la sua situazione. Non "sono tutte belle le mamme del mondo" e nemmeno i papà. Però lei ha dei diritti legali almeno fino al 27° anno d'età. Se studia. E anche oltre se non ha ancora raggiunto la sua indipendenza economica. Chieda un parere legale e mostri i denti. Questo la farà sentire terribilmente in colpa ma si sentirà ancora più in colpa a non perseguire i suoi obbiettivi personali.

Tiziana Viol Psicologo a Vittorio Veneto

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12 AGO 2024

Cara ragazza comprendo i tuoi tormenti e le tue difficoltà. Devi sapere che tutti i genitori già prima della nascita dei propri figli ne costruiscono un immagine perfetta che racchiude esattamente le aspirazioni che hanno per lui. Un impasto perfetto fatto dei loro desideri personali mai realizzati , dei loro sogni e delle loro ambizioni . Il figlio diventa la possibilità di rivivere la propria vita depurata dai fallimenti e proiettata alla realizzazione dei desideri mai realizzati … e così il destino è già scritto perché già costruito ancora prima della nascita . Peccato però che poi ogni genitore comincia prima o poi a scontrarsi con la realtà e a dover accettare duramente che non sempre quel destino immaginato corrisponde a quello che i figli sono e vorranno essere. Nel tuo caso quando si costruisce un attivita’ familiare , fatta di rinunce , sforzi e sacrifici, per i genitori e’ del tutto scontato che i figli la mantengano in vita nel tempo . Li in quello spazio , e’ custodita la storia della famiglia e non è immaginabile che un figlio decida di non portarla avanti , e’ come se fosse la morte di quelle radici di , quella pianta e di quei frutti . In molti casi ti diranno facendo leva sui sensi di colpa , “io ho costruito tutto questo per te e tu ?….” . Insomma è del tutto normale il loro atteggiamento, anche se ferisce e fa male , e’ il loro dolore al crollare dei loro sogni e delle loro speranze sul tuo futuro . Il consiglio e’ ….Comprendi il loro dolore, ma va per la tua strada. E’ giusto che siano i tuoi sogni a prevale , perché questa è la tua vita , e’ la tua felicità . L’ostinazione che non ti manca ti porterà lontano , tutto il resto con il tempo troverà una necessaria accettazione .

Dott.ssa Laura Baiano Psicologo a Pozzuoli

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12 AGO 2024

Ciao Sara
Lascierei perdere il confronto con loro, non mi sembra che ci siano i presupposti.
Trovo anche strano che siano così miopi da non capire che una laurea sarebbe una possibilità ulteriore anche per la gestione dell azienda di famiglia, ma questo è.
Se ti stai per laureare e ti piace studiare, non vedo perché non dovresti prenderti questa laurea, trovarti un lavorino ed iscriverti alla magistrale.
Ormai è anche questione di orgoglio e di dimostrazione di ciò di cui sei capace, così la mamma non potrà più sminuirti e riderti dietro. Poi si vedrà.
La tua condizione ricorda vagamente una crisi adolescenziale scoppiata con diversi anni di ritardo, però meglio tardi che mai
A disposizione

Dott. Giacomo Sillari

Dott. Giacomo Sillari Psicologo a Siena

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9 AGO 2024

Se ha Già provato a parlare e Riparlato con i suoi genitori di questa situazione ma loro non Comprendono potrebbe:

Trovarsi un lavoro Che non sia con i suoi genitori in questo modo avrebbe un’indipendenza personale ed anche economica Con Cui Potrebbe pagarsi au autonomamente sugli universitari

Resto a disposizione se Ha necessità nei contatti

Dott. Luca Ferretti Psicologo a Ponsacco

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9 AGO 2024

Gentile Sara,
lo svincolo dalla famiglia è un processo non sempre facile, anzi, in molti casi è un periodo sfidante.
Potresti proporre ai tuoi genitori una consulenza familiare, per aiutarvi a comunicare in modo più costruttivo e vedere così se la situazione può migliorare.
Ricorda che inoltre molte università offrono percorsi per studenti lavoratori e percorsi on-line. Se tu senti l'esigenza di renderti indipendente economicamente, potrai comunque continuare gli studi in una di queste modalità.
In questa direzione, puoi consultare il centro per l'impiego e/o il centro di orientamento della tua città, se presenti. Sono servizi pubblici gratuiti solitamente gestiti dalla regione.
In bocca al lupo!

Dott.ssa Sara Perosa Psicologo a Trieste

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